Striscia LED 24V 17W/m 2700K bianco extra caldo 160 LED/m, 2.400 lm/m dimmerabile, bobina 5m IP20 LYVIA FLR.377.XW-Spedizione veloce
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Striscia LED 24V 17W/m 2700K bianco extra caldo 160 LED/m, 2.400 lm/m dimmerabile, bobina 5m IP20 LYVIA FLR.377.XW-Spedizione veloce

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Cos’è la luce 2700K extra calda

Una striscia LED 24V a 2700K fa una luce gialla calda, dorata, simile a quella di una fiammella di candela o di una vecchia lampadina a incandescenza ben usata. È la tonalità più calda della famiglia LYVIA, ancora più gialla del 3000K, e serve a una cosa precisa: creare atmosfera. Non è una luce da lavoro, è una luce da fine giornata.

Dove si mette la 2700K e perché funziona

Il 2700K è la luce dei posti dove la gente vuole stare bene. La metti in un ristorante sopra i tavoli e gli ospiti si fermano di più, ordinano un dolce, prendono un amaro. La metti in una camera d’albergo dietro la testata del letto e l’ospite si sente coccolato, non si sente in una stanza qualunque. La metti in una sala relax di una spa o di un B&B e l’ambiente si avvolge attorno a chi entra. La metti in casa, sopra il tavolo da pranzo o dentro una nicchia di cartongesso in soggiorno, e la sera dopo cena non hai più voglia di accendere la luce a soffitto: basta lei.

È una luce che funziona anche in taverne, locali, enoteche, sale degustazione, ambienti rustici, baite e tutti i posti dove vuoi che il legno e i colori caldi vengano valorizzati. Sui materiali freddi (acciaio, marmo bianco, vetro), invece, la 2700K rischia di essere troppo gialla: lì meglio orientarsi sulla 3000K calda standard o sulla 4000K naturale.

Tutti i LED uguali: che cos’è il 3 Step MacAdam

Questo è il punto che fa la differenza tra una striscia da supermercato e una striscia professionale. Hai presente quando compri una striscia da pochi euro, la stendi, la accendi, e ti accorgi che un tratto tira al giallo e quello accanto è leggermente diverso? Eppure sulla carta sono tutti dello stesso colore. È il difetto più fastidioso delle strisce economiche, e ha un nome tecnico: si chiama “deriva cromatica” e si misura con i passi (step) di MacAdam. Più alto è il numero, più i LED hanno tonalità diverse tra loro.

Le strisce da bricolage stanno tipicamente a 5-7 step: differenze ben visibili a occhio nudo. La è certificata 3 step MacAdam: a quel livello le differenze tra un LED e quello accanto sono talmente piccole che l’occhio umano non riesce a coglierle. In pratica stendi 5 metri, accendi, e vedi una linea di luce uguale dal primo all’ultimo centimetro. Niente patchwork, niente sorprese, niente clienti che chiamano dicendo “guarda che la luce non è uniforme”.

Quanta luce fa davvero

2.400 lumen al metro a 2700K sono parecchi: una striscia che illumina sul serio, anche se la userai quasi sempre dimmerata per modulare l’atmosfera. Sui 5 metri della bobina la potenza totale è 85W, gestibile con un alimentatore compatto. La 2700K rende un po’ meno lumen della stessa serie a 4000K (la FLR.377.D fa 2.800 lm/m con gli stessi watt) perché le tonalità calde, a parità di consumo, producono meno flusso luminoso: è una regola fisica, non un difetto della striscia.

Come si taglia e come si collega

Si taglia con una forbice ogni 50 mm, sulle linee marcate sul circuito. Importante: il taglio va fatto esattamente sulla linea. Se tagli a metà tra due linee, il pezzo fino al taglio successivo non funziona più.

Per il collegamento serve un alimentatore 24V DC, basta rispettare il più e il meno. Il cavo di alimentazione lo trovi già nella confezione. Regola classica: la bobina arriva fino a 5 metri in una tratta sola. Se devi fare più di 5 metri, devi alimentarla anche dall’altra estremità, altrimenti gli ultimi metri fanno meno luce.

Che alimentatore serve e perché va dimensionato largo

Fai due conti: 17 watt al metro per 5 metri fa 85 watt totali. Prendi un alimentatore 24V da almeno 100W, così lavora con il 20% di margine, scalda meno e dura più a lungo. Il margine è la regola che seguo sempre, evita di stressare l’alimentatore e ti tutela quando ci sono picchi all’accensione. Trovi tutti i modelli dedicati nella categoria alimentatori per strisce LED 24V o quelli generici nella categoria alimentatori strisce LED.

Sulla 2700K il dimmer è quasi obbligatorio. Questa è una luce di atmosfera: la userai tipicamente al 50-70% per creare l’effetto giusto, raramente al 100%. Si abbina a un dimmer 24V PWM o a una centralina di controllo, e si abbassa fluida da zero al massimo senza sfarfallio.

Il profilo in alluminio: quasi obbligatorio

Una raccomandazione che ripeto sempre: non installare la striscia nuda sul muro o dentro un mobile. Mettila dentro un profilo in alluminio. Tre motivi: porta via il calore (e meno calore vuol dire LED che durano di più, fino a 54.000 ore dichiarate), il coperchio opalino diffonde la luce e nasconde i singoli LED, il profilo protegge la striscia da polvere e urti. Su una luce di atmosfera come la 2700K il profilo opalino fa anche un effetto estetico migliore: la luce esce morbida, non a puntini. Trovi tutti i modelli qui: profili LED in alluminio.

Domande frequenti sulla striscia LED 24V Che differenza c’è tra 2700K e 3000K? Sembra la stessa luce.

Sembra ma non lo è. Il 3000K è la classica luce calda da casa, gialla ma non tantissimo. Il 2700K è ancora più giallo, più dorato, più “fiammella di candela”. Si vede benissimo se le metti accanto. Il 2700K si usa dove vuoi atmosfera vera (ristoranti, alberghi, sale relax, camere da letto), il 3000K dove vuoi caldo ma anche un po’ di praticità (soggiorno, ingresso, corridoi).

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